Duo La Gioia

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Maurizio Parisi e Sergio Candura ci offrono un’interpretazione caratterizzata da grande maestria, profonda intesa e pregevole tecnica applicata all’esecuzione. I due musicisti danno vita ad un percorso d’ascolto che conduce ad un’atmosfera lieve e gioiosa, creata con due voci strumentali apparentemente in contrasto fra di loro: il flauto dolce, melodioso, leggero e festoso, e le percussioni, per loro costituzione ai confini fra suono determinato e suono indeterminato. Questa stessa interpretazione, la si può ritrovare per intero nel primo CD del Duo La Gioia, prodotto dall’etichetta discografica Gamma Musica, un modo per  poter rivivere le magiche atmosfere create da questo Duo direttamente nel salotto di casa propria.

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É il titolo dell’originale creazione artistica, del Duo La Gioia composto da Maurizio Parisi Flauto dolce e Sergio Candura percussioni.
Questo concerto  sembra  ispirarsi e non a caso, alla dimensione sensoriale e alle magiche atmosfere legate alla location della Chiesa di Santa Cristina La Vetere dove, nell’Agosto 2014 è stato inciso il programma musicale che andrete ad ascoltare.
In questo concerto, il flauto dolce e le percussioni sono i protagonisti di un’antologia musicale tratta dal repertorio di musiche “extra-liturgiche” risalenti al periodo tardo medievale/rinascimentale.
Come avvalorato da innumerevoli testimonianze e documentazioni, per tutto il periodo in questione gli strumenti musicali venivano ampiamente impiegati durante le esecuzioni vocali, e per l’accompagnamento ritmico si adoperavano varie specie di membranofoni e idiofoni. Giullari e menestrelli accompagnavano i cantori improvvisando preludi e postludi tra una stanza e l’altra delle chanson de geste, adattando le composizioni vocali all’esecuzione strumentale: mentre in alcuni casi gli strumenti avevano la funzione di raddoppio all’unisono della parte vocale, in altri avveniva che melodie di danze strumentali potessero ispirare impianti vocali di testi poetici.
Tuttavia, le fonti pervenuteci denotano una quasi totale assenza di indicazioni circa le compagini strumentali utilizzate, per cui il più delle volte risulta impossibile potere stabilire con certezza l’organico strumentale specifico utilizzato per le diverse occasioni. A tutto ciò non è superfluo aggiungere che le esibizioni (canti e danze) venivano ascoltate in tutta Europa, e quindi l’esecuzione stessa era spesso diversificata da frequenti variazioni e improvvisazioni che venivano apportate senza ausilio di musica scritta: molti di questi musicisti non sapevano leggere o scrivere musica, e chi era in grado di farlo non avrebbe mai pensato che queste musiche un giorno sarebbero diventate famose. Per quanto detto, al giorno d’oggi molte danze richiedono un’interpretazione diretta da parte dell’esecutore ed i pochi manoscritti presentano parecchie imprecisioni.

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